TUTELA DELLE ACQUE
,TRIVELLAZIONI E PIEAR
Prendiamo spunto dal Piear (Piano energetico regionale) approvato in
Consiglio regionale e dalle vicissitudini legate ai valori d'inquinamento
delle acque degli invasi lucani per ricordare che in questa regione mancano
regole ben precise sulle trivellazioni, sulle autorizzazioni concernenti gli
impianti petroliferi, e una conclamata superficialità con la quale si tratta
il bene acqua.
Ci riferiamo alle nuove richieste di trivellazione nel comune di Viggiano
nei pressi della diga del Pertusillo o a quelle nel comune di Marsico Nuovo
. Le trivellazioni vicino alle dighe sono molto pericolose a causa degli
incidenti che possono accadere e per il pesante impatto ambientale delle
lavorazioni petrolifere. L'Aato stessa, nel fare tanta pubblicità all'acqua
sui quotidiani in merito ad un suo corretto utilizzo, dimentica di tutelarla
dagli inquinanti relativi alle trivellazioni, magari anche semplicemente non
dando il suo consenso di ente territoriale al Dipartimento Ambiente della
Regione nel momento in cui si appresta ad autorizzare una trivellazione
vicino a una fonte idrica, come sta per accadere alla diga del Pertusillo..
Mentre per le fonti minerali la Regione prevede delle fasce di rispetto per
le attività troppo vicino alle sorgenti, per i petrolieri non è imposta
alcuna limitazione: zona franca a tutti gli effetti. Nel Piear molti
consiglieri regionali
avevano l'opportunità di stabilire delle prime regole sulla materia, ma
non l'hanno fatto e proprio sulle distanze da obiettivi sensibili come
possono essere le dighe, i fiumi, le falde acquifere e, peggio ancora, gli
abitati. Stesso discorso per i prodotti "chemicals" che le società
utilizzano per perforare la crosta terrestre e che non sempre sono resi noti
perché coperti da segreto industriale.
L'assessore all'ambiente deve spiegare da dove proviene la presenza del
bario nelle nostre dighe, anche se con quantità definite nella norma,
giacché non si trova in natura e dunque, non si capisce su che basi si siano
stabiliti i limiti a norma. L'acqua inoltre non si beve soltanto per uso
potabile, ma si "mangia", perché una volta utilizzata in agricoltura entra
nel ciclo alimentare di piante e animali. Motivo per cui Noscorie Trisaia
chiede che l'acqua debba essere garantita in toto e non solo negli impianti
di potabilizzazione.Se sono inquinati i bacini idrici o peggio ancora le
falde è la fine per le popolazioni e l'agricoltura di Puglia e Basilicata.
Prima di estrarre petrolio e gas in questa terra dobbiamo salvaguardare
l'acqua che ci dà la vita e sostiene la nostra agricoltura e le nostre
economie. Confidiamo pertanto nella futura classe politica lucana nel fare
tesoro degli errori perpetrati ai danni del territorio per assicurare a
questa regione e ai suoi abitanti
un bene primario qual è l'acqua.