PIATTAFORMA DELLE REALTA' DI BASE

L'impronta ecologica dei nostri territori provinciali ?assai compromessa da un ruolo taumaturgico del mercato del profitto al quale si sono sacrificate quote importanti di territorio, si ? compromessa l'agricoltura, si ?inquinata l'aria e l'acqua, si ?danneggiata la salute dei cittadini.

La presente piattaforma tende a rappresentare la necessit?di dare una svolta alla pigrizia della politica del rinvio, della continua analisi delle opportunit? dei tatticismi di mediazione, che diluiscono nel tempo la soluzione dei problemi che non danno il senso vero della discontinuit?con il passato.

Per questo chiamiamo

a mettersi in rete ed a disposizione del movimento che si vuole creare, attraverso l'uso di un po' del loro tempo, della loro competenza e dello specialismo del loro lavoro, per creare concrete proposte operative che producano un'inversione di tendenza, per rinnovare davvero la politica, per dare concretezza alle risposte alle inquietanti prospettive dell'ambiente.

Ogni aderente alla rete conserva la propria autonomia nel partecipare a precipue iniziative e contribuisce, alla pari delle altre parti coinvolte, a dare indirizzo al movimento. La partecipazione politica, voluta ed auspicata va nel senso sopra indicato e cio?nel mettere a disposizione del movimento tempo, competenza e specialismo senza influire in modo " determinante" sulle scelte fondamentali del movimento ma partecipando ad esso al pari delle altre entit?

Siamo consapevoli che solo attraverso una massiccia opera di coinvolgimento dal basso sia possibile determinare un cambiamento. Per questo occorre un'opera di informazione ed educazione dell'intera comunit?jonica sui danni che sta subendo l'eco-sistema.

Queste regioni dell'arco jonico e non solo, hanno gi?interamente esaurito la propria capacit?di accoglienza di impianti industriali pesanti, discariche controllate e non, inceneritori, ivi compresa l'aggressione del territorio con eco-mostri e discariche abusive.

Si tratta di uscire dall'emergenza ambientale attraverso politiche serie e concrete.

             Impatto industriale ed uso del territorio: il caso Taranto


Taranto e la sua provincia soffrono per la presenza di une stabilimento siderurgico i cui effetti devastanti sul piano della salute, anche in presenza di conclamati e documentati danni epidemiologici delle autorit?sanitarie, hanno fatto diventare la nostra provincia area di crisi e questo nonostante l'azienda vanti profitti economici che non rinveste nell'ambiente e nella sicurezza.
Analogo discorso vale per l'uso della risorsa mare per fini militari legali alla base navale.
Non vogliamo fare un discorso anti-industriale che non porta da nessuna parte. Riteniamo che la grande industria e la marina siano nel contempo "problema e risorsa" del nostro territorio che assumono valenza nazionale sul piano strategico sia militare che industriale.
Per tale condizione e indispensabile che l'intera Nazione si taccia carico nel dotare queste grandi strutture, attraverso idonei finanziamenti, di interventi che consentano da un lato una bonifica ambientale e dall'altro la messa in sicurezza del territorio.
Inoltre a causa della situazione in cui versa il territorio occorrer?che a partire da questo momento ogni intervento che dovr?essere fatto sul territorio dovr?tenere in debito conto l'impatto ambientale pregresso e quindi dovr? essere in controtendenza.

Per quanto riguarda la questione Ilva si prospettano, come necessari ed indispensabili, vista la delicatissima situazione, interventi m almeno tre direzioni:


1) adeguamento immediato della realt?produttiva a tutte le normative ambientali e di tutela del lavoro m vigore A tal riguardo e indispensabile:

2) Rivalutazione di merito su quanto previsto con il patto di intesa. Le soluzioni adottate, oltre che tardive e non risolutive, sono ancora in una inspiegabile condizione sospensiva che, di fatto, le rendono ancora solo auspicate ed in particolare, quelle riguardanti la riqualificazione del quartiere tamburi.

Parallelamente occorre l'istituzione di una valida rete di monitoraggio delle emissioni ed immissioni tramite centraline collocate all'interno dello stabilimento; occorre la precisa conoscenza dell'incidenza degli agenti inquinanti non solo sull'ambiente circostante, ma anche all'interno dell'azienda stessa e, quindi, il carico di rischio per i dipendenti direttamente esposti alle fonti inquinanti. Elementi questi essenziali ad una valutazione oggettiva dei risultati delle azioni di ammodernamento ed adeguamento degli impianti.

3) individuare in modo prospettico le possibili soluzioni e strade da seguire per agevolare una progressiva chiusura dell'azienda; in altre parole lavorare nel senso di alternative alla grande industria. In presenza di questi presupposti, sar? possibile lavorare su un progetto di lenta dismissione dell'azienda stessa senza quindi compromettere la posizione di alcun lavoratore in essa impiegato. Un progetto possibile solo attraverso una specifica legge finanziaria del governo centrale per agevolare la bonifica del territorio ed una successiva riqualificazione, anche grazie ad interventi privati favoriti da precisi incentivi
Se e vero che il diritto alla salute ed alla vita sono diritti inviolabili e costituzionalmente garantiti, allora noi chiediamo che vengano rispettati e proietti attraverso l?preciso rispetto di tutti i vincoli normativi necessari ed ad oggi vigenti.

I convegni e le occasioni di incontro e studio create nei corso del tempo hanno evidenziato in modo forte una situazione drammatica che rende delittuoso procrastinare nel tempo qualsiasi possibile soluzione radicale alla emergenza ambientale del territorio tarantino e jonico.
 

                                                                                                RIFIUTI


Le corporazioni cconomico-finanziarie ed i grandi gruppi impiantistici hanno in programma di estendere l' utilizzo dei rifiuti come fonte per la produzione di calore e di energia elettrica, attraverso la complessiva filiera dell' incenerimento ( che rimane la pi?nociva, dannosa e stupida modalit?di trattamento dei rifiuti). Tutto questo mentre negli USA, dove ha origine questa pratica, questa industria ?morta da 20 anni.
In questo quadro, per ottenere finanziamenti, viene fatta una scelta assolutamente inaccettabile: rifiuti urbani, industriali e biomasse vengono considerati fonti energetiche rinnovabili - alla stessa stregua del solare, dell' eolico, della geotermia, dell' idro-elettncita, delle celle a combustibile e dell' idrogeno.
Tuttavia. come ?noto- la scelta in favore della complessiva filiera dell' incenerimento per estrarre una parte di energia incorporata nelle merci, ? insensata dal punto di vista energetico - in quanto presenta bilanci energetici negativi che non giustificano tale scelta n?economicamente,  n? socialmente - e produce nocivit?e danni per la salute e per i sistemi ecologici, a causa della immissione di diossine, furani,. metalli pesanti nelle acque, nell'aria, nel suolo e nella catena alimentare con il problema della "'conservazione in sicurezza delle polveri residue che trasformano i Rifiuti Solidi Urbani in rifiuti "speciali".


noi intendiamo sostenere l' obiettivo strategico:

 " Rifiuti ZERO entro il 2020" e di aderire alla

RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO


Per queste ragioni proponiamo politiche concrete volte alla:

 

 

AGRICOLTURA


La nostra agricoltura, che e l'attivit?produttiva primaria dell'essere umano, nella nostra provincia occupa i tre quarti del territorio, ed impiega sempre meno addetti.
A questa situazione si e giunti dopo un rapido ed intenso abbandono delle campagne avvenuto negli ultimi 40 anni, sia per 'introduzione e la diffusione ne! mondo agricolo di macchine per svolgere le operazioni di aratura, semina e raccolta sempre pi?potenti ed efficaci, che ha determinato una minore necessit? di manodopera, sia per il forte richiamo esercitato dall'industria manifatturiera e meccanica.
 

Pur contribuendo solo con il 7? ai redditi provinciali, il peso dell' agricoltura in termini di numerosit?di iniziative economiche, rappresenta un terzo delle imprese ioniche (33 %) quasi doppio rispetto alla media nazionale.
 

L'agricoltura intensiva e meccanizzata

Gli ausili alla produzione

 

LE SCELTE AMBIENTALI PER UNA AGRICOLTURA LIBERA
 


Fermo restando il rispetto dei principi dettati dalia Carta Europea per la difesa del suolo, occorre sviluppare le prassi legale alla agricoltura biologica con la tutela dell'eco-sistema e della salute delle persone.
A tal fine ?necessaria un opera di informazione ed educazione al consumo da parte della popolazione di prodotti eco-compatibili con i principi della salute delle persone.


In particolare va tenuto in considerazione che l'agricoltura intensiva ha provocato la degradazione del suolo e la perdita di massa organica che ? possibile integrare attraverso l'introduzione di prodotti compostati derivanti dalla raccolta differenziata dell'organico (che deve a sua volta essere un prodotto biologico privo di sostanze tossiche)
Questo al line di contribuire a! protocollo di Kioto, in quanto la massa organica trattiene al suolo l'anidride carbonica ( responsabile dell'effetto serra e del buco dell'ozono).

Bisogna ricordare che la conduzione biologica dei suoli agricoli tenendo gli stessi inerbiti per gran parte dell'anno aumenta la dotazione di sostanza organica nei terreni e la vegetazione stessa assorbe anidride carbonica.
 

La presente piattaforma sar?integrata dai contributi che vorranno venire da chiunque, apportando suggerimenti, integrazioni e contributi di idee, anche per le diverse realt?regionali. Sar?il patrimonio politico culturale della Rete e calibrer? iniziative sul territorio per la sua realizzazione attraverso  tutte le energie presenti nella Rete dei cittadini della Puglia, della Basilicata e della Calabria